Nuovi bersagli terapeutici nel controllo della crescita neoplastica

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Dr. Walter Malorni e Prof. Domenico Del Principe

Dipartimento del Farmaco

Istituto Superiore di Sanita’

E-mail: malorni@iss.it

E-mail: domenico.delprincipe@uniroma2.it

I linfomi sia Hodgkin (HL) che non Hodgkin (NHL) sono la terza piu’ comune forma di cancro dell’infanzia. Approssimativamente, il 60% dei linfomi pediatrici sono linfomi non-Hodgkin, mentre i restanti sono Hodgkin. Nonostante i miglioramenti delle terapie disponibili e sviluppate nelle ultime 2 decadi, una significativa percentuale di linfomi non sono curabili con le attuali strategie terapeutiche. Il che suggerisce la necessita’ di sviluppare nuove strategie farmacologiche. E’ in questo contesto che si inserisce il nostro studio che e’ finalizzato alla induzione della morte delle cellule tumorali.

Il più comune tipo di morte cellulare è l’apoptosi: un “programma” fisiologico di eliminazione delle cellule danneggiate, invecchiate, potenzialmente dannose o non più utili all’organismo. L’induzione del processo apoptotico e’ quindi frutto della semplice attivazione di una sequenza di eventi coordinati e programmati. Nei tumori questo processo e’ alterato e sono note numerose molecole che, all’interno delle cellule,  influenzano il processo. Piu’ recentemente, e’ stato scoperto un altro “programma” cellulare di interesse in campo oncologico: si chiama autofagia. Questa e’ una sorta di “riciclaggio differenziale dei rifiuti” che consente alle cellule di rimuovere in modo selettivo i suoi organelli danneggiati. L’autofagia è quindi un meccanismo di citoprotezione che la cellula attiva in condizioni di stress metabolico. Nelle cellule tumorali l’autofagia viene probabilmente stimolata dalla chemioterapia. E’ stato cioe’ ipotizzato che cloni cellulari particolarmente “capaci” di fare autofagia divengano di fatto piu’ resistenti alla chemioterapia, vanificando cosi’ gli effetti antitumorali dei farmaci.

Il progetto verra’ svolto in stretta collaborazione con il Prof. Domenico Del Principe (gia’ ordinario di Pediatria presso l’Universita’ di Roma Tor Vergata) e prevede di analizzare la rete di segnali intracellulari sia dell’apoptosi che dell’autofagia e di testare agenti farmacologicamente attivi capaci di modificare il destino cellulare: in sintesi impedire l’autofagia e facilitare l’apoptosi. Lo studio verra’ condotto in collaborazione con l’Universita’ di Tor Vergata (Prof. M. Piacentini) presso il Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanita’ di Roma.

La comprensione dei meccanismi che determinano la morte o la sopravvivenza cellulare in seguito a terapia antitumorale e’ alla base della individuazione di nuovi target terapeutici nell’ambito di quella che e’ oggi chiamata “Metabolic Therapy”, l’idea cioe’ di interferire specificamente con il particolare metabolismo delle cellule neoplastiche.

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